di Silvia Semonella

Dopo anni fuori e dentro dai tribunali, i bus operator lombardi possono dire di avercela fatta e di aver vinto la loro crociata personale sulla questione dell’introduzione dei limiti all’anzianità delle vetture previsti dal regolamento regionale n. 6 del 2014.

Qual è stato il nocciolo della questione?

Le modifiche al regolamento

Il regolamento regionale prevedeva, innanzitutto, la disponibilità di un parco autobus adibito ad uso noleggio con caratteristiche tecniche tali da garantire il contenimento delle emissioni di gas di scarico nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale in materia; poi, veicoli con un’anzianità massima non superiore ai diciassette anni, rispetto alla prima immatricolazione, per le imprese aventi in dotazione un parco autobus paro o superiore a due unità; nel caso di incremento o sostituzione del parco autobus esistente, i mezzi non potevano comunque avere un’età superiore a sette anni.

Questa formulazione era stata modificata dal regolamento regionale n.1 del 10 Marzo 2017 visto che, originariamente, era prevista un’anzianità massima non superiore a quindici anni e che i nuovi mezzi immatricolati non potessero comunque avere età superiore ai cinque anni.

Le proteste

Le proteste dei bus operator non sono mancate e Malfer, titolare insieme ai suoi familiari di Scambus s.r.l. di Monza, è stato uno dei più attivi nella lotta alle limitazioni che sarebbero dovute entrare in vigore il 21 Febbraio. Malfer ha commentato dicendo: “Con il tempo, altri avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato; ma il tempo era ciò che più mancava a questo punto. Alla luce di questi successi, sarebbe auspicabile una maggiore coesione tra imprese di autoservizi. Se pochi hanno ottenuto così tanto, è inimmaginabile quanto potremmo fare se fossimo uniti“. Non solo, aggiunge anche che, secondo lui, gli imprenditori del settore degli autoservizi hanno come una sensazione di sudditanza nei confronti degli enti pubblici e che, tra le mille difficoltà, rientra il doversi districare in dedali di leggi e regolamenti che metterebbero in crisi anche il migliore degli imprenditori. Entrando poi, nel merito del FAI (Federazione Autotrasporti Italiani), di cui Malfer è anche associato, ha detto: “È l’unica associazione che comprende quanto accade e, attraverso i ricorsi e gli appoggi agli imprenditori, sostiene le imprese di autoservizi lombarde nelle loro battaglie“.

Il ricorso è stato accolto dalla Corte Costituzionale che ha sentenziato che il tetto di anzianità agli autobus da noleggio, deciso su base regionale, è illegittimo.

Il futuro

Sulla scia di questo successo, diverse sono le prossime proposte di miglioramento per il settore, come l’abbattimento dei ticket d’accesso alle ZTL, eccessivamente onerosi, la revisione dei regolamenti che limitano la circolazione dei veicoli c.d. “inquinanti” sempre più stringenti o la necessità di incentivi per la formazione di giovani aspiranti autisti.